Fiscalità e abitazione: un ostacolo all’investimento immobiliare?

L’elevato carico fiscale, che supera di gran lunga la media europea, rappresenta una sfida significativa per l’accesso alla casa.

Fiscalidad y vivienda: ¿una barrera para la inversión inmobiliaria? Taxation and housing: a barrier to real estate investment? Fiscalité et logement : un frein à l’investissement immobilier ? Fiscalità e abitazione: un ostacolo all’investimento immobiliare? Fiscalidade e habitação: um entrave ao investimento imobiliário? Steuern und Wohnen: ein Hindernis für Immobilieninvestitionen?

Equipo Urbanitae

7 min di lettura

Compartir:

EN ESTE ARTÍCULO:

La fiscalità sull’abitazione in Spagna è diventata una questione di crescente preoccupazione sia per i cittadini che per gli investitori, poiché l’elevato carico fiscale, ben al di sopra della media europea, rappresenta una sfida significativa per l’accesso alla casa e per l’attrattività degli investimenti immobiliari. In un contesto in cui si prevede la necessità di costruire milioni di abitazioni aggiuntive per soddisfare la domanda, è urgente analizzare a fondo in che modo l’attuale sistema fiscale possa costituire una barriera allo sviluppo di un mercato più accessibile e dinamico, e quali misure potrebbero essere adottate per conciliare la necessità di entrate pubbliche con la promozione del finanziamento immobiliare e del diritto alla casa.

La Spagna è tra i Paesi con la fiscalità più alta d’Europa

Secondo l’Instituto de Estudios Económicos (IEE), la Spagna è ai primi posti per pressione fiscale sull’abitazione nel contesto europeo. Il suo ultimo rapporto segnala che la pressione fiscale effettiva sull’immobile raggiunge il 30,3%, quasi cinque volte la media dell’Unione Europea, fissata al 6,5%. Questo carico si distribuisce lungo tutto il ciclo immobiliare: dall’acquisto e la proprietà, fino alla vendita o alla locazione.

Secondo Luis Garvía, economista e dottore in Finanza presso ICADE, “le imposte sulla compravendita (come l’ITP o l’IVA nelle nuove costruzioni), i costi notarili, l’AJD e la plusvalenza municipale si sommano a un carico totale che può facilmente superare il 10–15% del valore dell’immobile. Questo non solo scoraggia l’acquirente medio, ma distorce anche le decisioni d’investimento nei cicli ribassisti”.

Inoltre, secondo l’IEE, questa fiscalità elevata produce effetti distorsivi che incidono negativamente sull’offerta, sull’investimento immobiliare e sull’accesso all’abitazione, compromettendo l’efficienza del mercato immobiliare spagnolo. A ciò si aggiunge, secondo Garvía, “l’insicurezza giuridica dovuta a cambi normativi a livello regionale o locale e l’incertezza fiscale, come il trattamento delle SOCIMI o nuove misure come la ‘tassa sulla casa vuota’, che riducono l’attrattività del settore come asset finanziario a lungo termine”.

D’altra parte, l’incertezza fiscale scoraggia anche gli investimenti, poiché alcune recenti proposte parlamentari hanno suggerito di imporre una sovrattassa del 100% sul valore dell’immobile agli acquirenti non residenti extra-UE. In tal senso, il Registro degli Economisti Consulenti Fiscali (REAF) ha recentemente espresso la propria opinione su questo pacchetto di proposte, avvertendo che la sua efficacia sarebbe limitata, in quanto si concentrerebbe su una porzione ridotta del mercato e non includerebbe le compravendite di nuove costruzioni o effettuate direttamente da promotori.

Effetti della fiscalità sull’accesso alla casa e sugli investimenti

L’elevata fiscalità non colpisce solo gli investitori, ma anche i cittadini comuni che aspirano ad acquistare casa, poiché il sovraccarico fiscale riduce il potere d’acquisto delle famiglie e ritarda l’età di emancipazione, in particolare tra i giovani. La Banca di Spagna ha avvertito in diversi rapporti che l’accesso alla casa sta diventando un problema strutturale in Spagna, colpendo sia il mercato dell’acquisto sia quello dell’affitto.

Per Garvía, “l’attuale sistema fiscale tende a penalizzare proporzionalmente di più i giovani e le classi medie”. Egli osserva che l’ITP è una percentuale fissa, senza progressività; che le detrazioni fiscali per la prima casa sono scomparse, salvo per regimi precedenti; e che la carenza di edilizia pubblica redistributiva è stata sostituita da sussidi alla domanda “che finiscono per gonfiare i prezzi”. Questo, conclude, “genera un effetto perverso: si aiuta meno chi ne ha più bisogno e si perpetua la disuguaglianza intergenerazionale”.

Il rapporto della Banca di Spagna segnala un doppio impatto: da un lato, le alte tasse su costruzione e trasmissione dell’immobile riducono l’offerta; dall’altro, i proprietari trasferiscono questo carico sugli affittuari, aumentando il costo degli affitti. Questa pressione fiscale riduce significativamente la redditività dell’investimento immobiliare, soprattutto nei progetti destinati a redditi medio-bassi, che già operano con margini ristretti. Di conseguenza, i promotori e gli investitori preferiscono concentrarsi su progetti più redditizi, rivolti a chi può permettersi di più, lasciando ulteriormente scoperta l’offerta di alloggi accessibili e rendendo sempre più difficile trovare soluzioni per la maggioranza della popolazione.

In questo contesto, il modello build to rent affronta un conflitto strutturale, come segnala Garvía: “da un lato si vuole incentivare l’affitto accessibile, ma dall’altro si impongono oneri al promotore con IVA, IBI, imposte sulle società e spesso limitazioni all’aggiornamento dei canoni. Questo erode la redditività prevista e ne riduce la sostenibilità finanziaria, specialmente nei mercati intermedi o con regolamentazioni rigide”.

Fattori aggiuntivi che aggravano la situazione

Oltre alla fiscalità elevata, esistono altri fattori che aggravano la crisi dell’accesso alla casa, come l’inflazione, che ha aumentato i costi di costruzione e dei materiali, rendendo più care sia le nuove costruzioni che le ristrutturazioni. Secondo l’ultimo rapporto dell’Instituto Nacional de Estadística (INE), il prezzo delle abitazioni libere è aumentato del 12,2% su base annua nel primo trimestre del 2025, il maggior incremento dal 2007. A questa situazione si aggiunge la lentezza e rigidità delle pratiche urbanistiche, che costituiscono un vero freno all’avvio di nuovi progetti residenziali, generando ritardi significativi che ostacolano la capacità del settore di rispondere alla domanda.

In tal senso, il Consejo General de Economistas (CGE) ha recentemente segnalato che la carenza di terreni edificabili, unita alla rigidità amministrativa e all’insicurezza giuridica, limita gravemente la capacità del settore di rispondere alla domanda esistente. Questo collo di bottiglia nell’offerta fa sì che qualsiasi aumento dei costi, incluso quello fiscale, si traduca immediatamente in un aumento dei prezzi.

Quali proposte ci sono sul tavolo per migliorare la situazione?

Attualmente ci sono varie proposte per ridurre l’impatto fiscale e migliorare l’accesso alla casa. Durante la XXVIII Conferenza dei Presidenti, tenutasi il 6 giugno scorso, il governo centrale ha proposto di triplicare il finanziamento pubblico per la casa fino a raggiungere i 7 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030, oltre a garantire a lungo termine la classificazione di edilizia protetta e a creare una banca dati pubblica sui prezzi immobiliari.

Da parte sua, l’opposizione ha proposto di ridurre l’IVA al 4% per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni, facilitare l’accesso al terreno per l’edilizia accessibile, e abrogare l’attuale legge sulla casa per sostituirla con un quadro più favorevole agli investimenti e all’offerta.

In ambito accademico, l’Instituto de Estudios Económicos ha sostenuto la necessità di eliminare le imposte che scoraggiano o distorcono l’investimento immobiliare. Inoltre, propone di ripensare l’intera struttura fiscale del settore per renderla più efficiente, ovvero in grado di svolgere la funzione di raccolta senza ostacolare il mercato, e anche più equa, in particolare per chi cerca di acquistare casa per la prima volta.

Infine, la riforma della Legge sul Suolo è una delle grandi richieste del settore, con l’obiettivo di snellire le licenze, aumentare l’offerta di suolo edificabile e offrire maggiore sicurezza giuridica ai promotori.

Luis Garvía sostiene un approccio integrato e progressivo: “È necessario ridurre le imposte sulle transazioni per le prime abitazioni e i progetti di affitto a lungo termine, stabilire un sistema fiscale veramente progressivo con detrazioni in base allo sforzo relativo, e garantire stabilità normativa, evitando modifiche fiscali retroattive”. Sottolinea inoltre l’importanza di “incentivare la ristrutturazione e l’efficienza energetica, non solo le nuove costruzioni, e di finanziare l’edilizia pubblica tramite il bilancio generale, invece di farlo con tasse indirette sugli acquirenti”.

Per quanto riguarda i riferimenti internazionali, Garvía osserva che “sebbene in termini assoluti la Spagna non sia il Paese più oneroso, è meno prevedibile e più frammentata, con 17 comunità autonome e numerosi comuni con politiche diverse, cosa che scoraggia certi investitori”. Come modelli di riferimento cita Germania, Paesi Bassi e Austria, Paesi in cui si combinano sicurezza giuridica, incentivi a lungo termine e collaborazione tra settore pubblico e privato per offrire soluzioni efficaci senza distorcere il mercato.

Sobre el autor

Equipo Urbanitae

Ver más

Temas relacionados con este artículo

Haz clic en un tema para explorar

Guía 2026

Guía para inversores: todo lo que necesitas antes de invertir

Un resumen práctico de las cuestiones clave del crowdlending y equity inmobiliario.

Descargar guía

Newsletter

Recibe nuestras actualizaciones

Nuevos proyectos y análisis de mercado directamente en tu email.

Suscribirse

Nueva oportunidad de inversión en la plataforma

Proyecto de plusvalía en Cádiz con una TIR preferente de 14,2% en un plazo estimado de 22-26 meses.

Ver proyecto

Urbanitae Academy

Formación práctica para inversores que quieren ir un paso más allá. Cursos, masterclasses y casos reales.

Accede a Academy

Lecturas relacionadas

Locales comerciales prime: qué atrae a los inversores. Prime retail properties: why investors value them. Locaux commerciaux prime : pourquoi ils attirent. Locali commerciali prime: perché attirano capitali. Lojas em zonas prime: porque atraem investidores. Prime-Einzelhandelsimmobilien: Was Anleger anzieht.

High street prime: perché i migliori locali commerciali continuano ad attrarre capitali

I locali nelle vie dello shopping più richieste mantengono una domanda elevata e un'offerta limitata, ma hanno prezzi alti. Analizziamo le zone prime, i rendimenti iniziali e il ruolo dell'inquilino e del contratto nella valutazione.

Lucía Hernández

Inversión en hoteles premium: el 86% del capital en 2026. Investment in premium hotels: 86% of capital in 2026. Investissement dans les hôtels haut de gamme : 86 % en 2026. Investimenti in hotel premium: l’86% dei capitali nel 2026. Investimento em hotéis premium: 86% do capital em 2026. Investitionen in Premiumhotels: 86 % des Kapitals 2026.

Gli investimenti alberghieri diventano più selettivi: il segmento premium concentra l’86% del capitale

Gli investimenti alberghieri in Spagna hanno raggiunto 2,46 miliardi di euro nel primo semestre 2026. L’86% dei capitali è andato a hotel a quattro e cinque stelle. Analizziamo gli investimenti in hotel premium e i criteri di acquisto.

Lucía Hernández

Mercado logístico en España: demanda y selección en 2026. Logistics market in Spain: demand and selectivity in 2026. Marché logistique en Espagne : demande et sélection en 2026. Mercato logistico in Spagna: domanda e selettività nel 2026. Mercado logístico em Espanha: procura e seleção em 2026. Logistikmarkt in Spanien: Nachfrage und Auswahl 2026.

La logistica mantiene il ritmo nel 2026: domanda solida e maggiore selettività degli investitori

L'assorbimento di spazi logistici è cresciuto del 15% nel primo semestre del 2026 e gli investimenti hanno raggiunto 690 milioni di euro. Analizziamo l'evoluzione del mercato logistico in Spagna, con Madrid, Catalogna e Valencia come poli principali.

Lucía Hernández

Urbanitae, líderes en coinversión inmobiliaria en España y Portugal

Abre la puerta a una cartera inmobiliaria diversificada

Invierte ahora